Livorno Triathlon ottiene il riconoscimento di Scuola Federale da parte della FITRI

E’ di oggi la notizia che la FITRI ha assegnato alla Livorno Triathlon – tra le altre – la qualifica di Società di Prima Fascia e la licenza di “Scuola Federale di Triathlon” con il massimo del punteggio.

La FITRI ha riconosciuto alla nostra Società le “Tre stelle”, dopo aver valutato una serie di parametri, tra cui il tipo e il numero delle attività svolte, il livello di formazione e il numero di addetti allo staff tecnico, oltre che la partecipazione e i risultati ottenuti nelle competizioni nazionali e regionali da parte del settore giovanile.

“E’ il premio per l’attività svolta negli ultimi anni, per la nostra presenza sul territorio alle competizioni regionali e nazionali, a cui si sono aggiunti inoltre i risultati di Margherita Voliani nell’atletica – che sono il frutto di un percorso di anni nella multidisciplina – e i risultati del settore “Giovanissimi” (siamo secondi a livello nazionale) che confermano la presenza di un vivaio importante“. Così commenta Enzo Fasano, tecnico e allenatore del settore giovanile insieme a Francesco Laino.

Grande la soddisfazione anche del Presidente Fabio Quaglierini che sottolinea come “la dedizione di due tecnici federali, altamente formati e appassionati è il segreto del successo del nostro settore giovanile, fiore all’occhiello nel panorama atletico cittadino e nazionale. Come Presidente di questa squadra non posso che essere soddisfatto e augurare ai nostri giovani di continuare a impegnarsi e a raccogliere i frutti delle loro fatiche, sempre con il sorriso, come ora, e nel rispetto dello spirito di lealtà agonistica che ci contraddistingue da sempre come Società“.

Trofeo Coppa Italia, Ironman Italy e European Road Race Under 20 Trofeo Opitergium. Emozioni forti per i nostri triatleti.

Ultime gare giovanili della stagione quelle che si sono svolte a Porto Sant Elpidio nel fine settimana 16-17 settembre: atleti delle categorie Youth A e B e Junior si sono cimentati in una due giorni di gare molto intensa.

Il sabato è andata in scena la finale del Trofeo Coppa Italia con la formula Eliminator: su distanze un po’ più brevi delle usuali, i triatleti italiani hanno disputato due gare eliminatorie e una finale che ha aggiudicato il titolo italiano. La domenica è stata la volta della coppa crono a squadre miste, cioè con atleti di squadre diverse divisi per genere (maschi e femmine).

La Livorno Triathlon era presente con i suoi atleti Youth A (Nicole Fasano, Sofia Giunta, Anna Pollini,

Oliviero Bertolucci, Alessandro Camilletti, Giacomo Pardini e Gabriele Zambelli) e Youth B (Gaia Silvestri, Matteo Basile, Daniele Benedetti, Federico Fasano ed Edoardo Manfanetti).

In finale del Trofeo Coppa Italia, sabato, Gaia Silvestri si aggiudica il terzo posto Youth B e Nicole Fasano la quinta posizione Youth A. Bene anche Federico Fasano che chiude in tredicesima posizione Youth B.

Podio Youth B
Podio Youth A

Nella crono a squadre – novità che ha spiazzato non pochi – gli atleti sono stati premiati per la posizione assoluta nell’arrivo al traguardo e non per squadre, tenendo buono il tempo del terzo arrivato per ogni squadra, come normalmente avviene.

Gaia Silvestri si piazza nuovamente sul terzo gradino del podio anche nella competizione a squadre. Bene anche la quindicesima posizione di Federico Fasano.

Bravi anche tutti gli altri triatleti in gara che hanno ottenuto buoni risultati personali e – quel che è più importante a detta del loro allenatore Enzo Fasano – hanno dimostrato grinta e carattere per questa ultima competizione giovanile della stagione 2023.

Grande assente dalle gare di Porto Sant Elpidio, Margherita Voliani – convocata a Oderzo (TV) dalla nazionale di Atletica Leggera per disputare la European Road Race Under 20 Trofeo Opitergium 5000 su strada – ha vinto l’oro con una gara spettacolare condotta in maniera magistrale e chiusa in modo impeccabile, portando alla vittoria anche tutta la squadra azzurra.

Dopo i successi agli italiani di Grosseto – in cui ha vinto il titolo italiano sui 5000 su pista – e agli europei di Gerusalemme – in cui si è piazzata ottava – Margherita Voliani si conferma così un’atleta di grande spessore e grinta, orgoglio e vanto del suo allenatore (Enzo Fasano), del Presidente (Fabio Quaglierini) e di tutti i suoi compagni della sua squadra di Triathlon.

La grinta di Margherita Voliani all’arrivo di Oderzo

Il fine settimana ha visto però anche dei debutti importanti tra gli Age Group: Luca Messina porta a termine il suo primo Ironman a Cervia, con un tempo di 13 ore e 23 minuti ed Elia Rigatti chiude il 70.3 (Mezzo Ironman) a Cervia sotto le cinque ore.

Luca Messina all’inizio della frazione di corsa

Coppa Lucifero: Martinelli Andrea e Bernardini Simonetta si aggiudicano la seconda edizione dell’allenamento collettivo più caldo della stagione

Il nome la dice lunga: la Coppa Lucifero è un allenamento collettivo estivo su distanza super sprint che sfida le temperature della stagione, davvero proibitive.

Ovviamente, per degli agonisti, non esistono allenamenti non competitivi e i triatleti labronici sono particolarmente agguerriti a confrontare risultati e tempi individuali e sempre pronti allo “sfottò” che ne consegue. Quindi, nonostante le raccomandazioni presidenziali, quella di oggi è stata una gara vera, combattuta, con podio e premiazioni di rito.

Giunto alla sua seconda edizione, quest’anno la Coppa più calda dell’estate ha visto partecipare anche tre donne: Simonetta Bernardini, Annalisa Basini e Monica Marchi che arrivano a podio proprio in quest’ordine: dopo aver gareggiato praticamente fianco a fianco nelle prime due frazioni di gara, la velocissima Simonetta – come sempre imprendibile – stacca tutte nella corsa e “taglia il traguardo” per prima.

Nel settore maschile ci sono stati parecchi cambiamenti di scenario: Andrea Martinelli esce primo dall’acqua seguito a ruota da Graziano Martinelli, Gabriele Suardi e Stefano Maltinti. Nella frazione di bici, Suardi e Maltinti stavano rientrando su Andrea Martinelli quando, purtroppo, Stefano ha forato e ha lasciato solo Gabriele. Grassi e Vannozzi ne hanno approfittato rientrando fortissimi su Gabriele Suardi e recuperando un margine anche su Andrea Martinelli per poi spingere nella frazione di corsa, arrivando rispettivamente secondo e terzo.

Da segnalare la prestazione di Roberto Ria che, new entry della squadra e al suo esordio nella triplice disciplina, esce dall’acqua tra gli ultimi ma spinge fortissimo la bici e chiude con una corsa che gli assicura il quarto posto.

Al di là dei risultati, tutti i partecipanti si sono fatti onore e, soprattutto, si sono divertiti, chiudendo con una rigenerante colazione collettiva.

Olimpico del Brasimone, Olimpico di Recco e Ledroman: il fine settimana degli atleti Age

Gli atleti Age Group sono stati impegnati, questo fine settimana, in tre gare storiche e impegnative.

Annalisa Basini, Simonetta Bernardini, Anita Ghelardini, Evangelista Basile ed Elia Rigatti hanno partecipato all’Olimpico del Lago Brasimone, storica competizione per gli amanti delle salite in bicicletta, famosa per il percorso molto scenografico ma altrettanto tecnico e per la corsa a bordo lago su terreno misto.

Ottimo il terzo posto assoluto per Anita Ghelardoni che chiude la gara in 2 ore e 30′ e l’immancabile podio di categoria M4 per Simonetta Bernardini che si piazza ventitreesima assoluta. Molto bene anche Annalisa Basini ed Evangelista Basile – entrambi sesti di categoria M3 – buona la posizione di Elia Rigatti, settantunesimo assoluto su oltre trecento iscritti.

Per Evangelista Basile si tratta del rientro alle gare dopo un fastidioso infortunio all’adduttore sinistro che gli ha comportato una dolorosa pubalgia e uno stop forzato agli allenamenti di corsa per tre mesi. Speriamo che il problema sia in via di risoluzione e possa riprendere a gareggiare.

Olimpico Internazionale di Recco, gara con una frazione di bici molto tosta, è stata la sfida di Lorenzo Rossi che – come sempre – non delude, aggiudicandosi il terzo podio di categoria S4 e il ventesimo piazzamento assoluto.

Allo sprint del Lago di Ledro erano in quasi settecento atleti a darsi battaglia in un percorso spettacolare ma molto faticoso e, tra questi, Matteo Chiesa e Aurelio De Stasio. Matteo Chiesa chiude in un’ora e 10′, nono di categoria S3 e cinquantaquattresimo assoluto. Aurelio De Stasio chiude in un’ora e 20′ piazzandosi a metà della classifica di categoria M3.

Lovadina di Spresiano: Campionati Italiani Giovanili di Triathlon Individuali e a Staffetta 2+2. Coppa delle Regioni

Una spettacolare tre giorni di sport quella che si è appena conclusa a Lovadina di Spresiano: sono andati in scena i Campionati Italiani Giovanili di Triathlon, individuali e a squadre (2+2), nonchè la Coppa delle Regioni.

A rappresentare la Livorno Triathlon erano presenti Mathilde Marc e Margherita Voliani (categoria Junior); Matteo Basile, Daniele Benendetti, Federico Fasano, Edoardo Manfanetti e Gaia Silvestri (categoria Youth B); Oliviero Bertolucci, Alessandro Camilletti, Nicole Fasano, Sofia Giunta, Giacomo Pardini, Anna Pollini, Gabriele Zambelli (categoria Youth A); Maja Basile, Sveva Bertolucci e Bianca Grassi (categoria Ragazze).

Oltre 1000 atleti hanno gareggiato nello splendido scenario del Lago Le Bandie per conquistare il titolo italiano e lo spettacolo è stato emozionante, reso ancora più sfidante dai percorsi di bici e corsa, molto tecnici e impegnativi – con saliscendi in entrambe le frazioni – e dal caldo asfissiante.

Tutti i giovani triatleti labronici hanno dato il massimo e alcuni hanno ottenuto piazzamenti interessanti nelle gare individuali: Margherita Voliani si piazza dodicesima di categoria Junior su 46 atleti in gara; per la categoria Youth A Femmine – con 80 atleti in gara – anche Nicole Fasano è dodicesima; nella categoria Ragazzi Femmine – con oltre 60 atleti in gara – Sveva Bertolucci sale sul gradino più alto del podio e Maja Basile chiude diciannovesima.

Tre le staffette di squadra 2+2 che si sono contese il titolo nazionale.

Per la categoria Junior hanno gareggiato, in composizione di categoria mista Matteo Basile (YB), Margherita Voliani (JU), Daniele Benedetti (YB) e Mathilde Marc (JU). Un plauso va fatto ai due giovani neo-sedicenni Youth B – Basile e Benedetti – che hanno gareggiato contro avversai di due/tre anni più grandi di loro ma non si sono fatti scoraggiare dalla differenza fisica e di preparazione atletica e hanno lottato fino alla fine, dando il massimo.

Per la categoria Youth la Livorno Triathlon ha schierato due squadre: la compagine composta da Edoardo Manfanetti (YB), Nicole Fasano (YA), Federico Fasano (YB) e Gaia Silvestri (YB) si è piazzata sesta su quarantotto squadre. Bene anche la staffetta composta da Gabriele Zambelli, Sofia Giunta, Giacomo Pardini e Anna Pollini al loro primo anno di categoria Youth A.

Come ogni anno, al pomeriggio del sabato è andata in scena la sfilata delle Regioni: un’emozionantissima parata di tutti gli atleti convocati a rappresentare il proprio territorio nella Coppa delle Regioni per essersi distinti, con i loro risultati, nelle competizioni nazionali nel corso della stagione 2023.

In rappresentanza della Toscana erano presenti due squadre Junior, due squadre Youth e due squadre Ragazzi, nel complesso 8 gli atleti della Livorno Triathlon che hanno composto le sei squadre nelle diverse categorie di età: Margherita Voliani, Edoardo Manfanetti, Federico Fasano, Nicole Fasano, Gaia Silvestri, Sveva Bertolucci, Maja Basile e Bianca Grassi.

La prima squadra Junior con Lisi, Laschi, Catalano e Voliani è arrivata sesta, mentre la seconda squadra, composta da Casini, Orsolini, Manfanetti e Roni si è piazzata quattordicesima. Emozionante la grinta di Voliani e Manfanetti nelle loro frazioni, in particolare nei finali a corsa.

Per la categoria Youth, gli atleti Del Carlo, Del Carlo, Mannini e Fasano Nicole hanno composto la prima squadra e sono arrivati noni, mentre la seconda squadra, composta da Micheli, Lisi, Fasano Federico e Silvestri si è piazzata undicesima. Bravissimi tutti e tre i nostri atleti Youth, in particolare da segnalare la prestazione di Federico Fasano che ha finito la sua frazione con un finale a corsa da brividi prima di dare il cambio a Gaia Silvestri, ultima staffettista.

Infine, per la categoria Ragazzi, la prima squadra composta da Kammakh, Bertolucci, Angeli e Basile Maja è arrivata quarta – nonostante una caduta in bici di Basile e una penalità di 10″ per Angeli ma scontata sempre da Basile nella frazione di corsa – sfiorando il podio di 4″.

Buono anche il risultato della seconda squadra Ragazzi che, con gli atleti Seripa, Grassi, Galli e Lenti chiude quattordicesima. Bravissima la nostra Bianca Grassi che disputa una buona gara e chiude con una bella corsa la sua frazione.

I tecnici Enzo Fasano e Francesco Laino sono notevolmente soddisfatti dei propri atleti che, ancora una volta hanno affrontato con grinta tutte le situazioni di gara, mettendosi in gioco anche con atleti di categorie superiori, silenziando dolori e ferite di gara senza mai tirarsi indietro.

Come sempre, qualche pianto c’è stato per chi era partito molto bene, sperava in risultati migliori e poi “si è perso” nel corso della gara, ma è comunque arrivato in fondo e ha trovato conforto nell’abbraccio dei compagni. E ancora una volta la Livorno Triathlon ha dimostrato spirito di squadra, “attaccamento alla maglia” e all’identità regionale.

L’emozione e la soddisfazione di chi ha vissuto da spettatore queste competizioni sono state forti, al di là dei risultati. Grazie Ragazzi!

Olimpico di Bardolino e Ironman Austria, due appuntamenti internazionali da incorniciare.

Fine settimana strepitoso, quello appena trascorso.

Sabato 17 giugno, si è svolto a Bardolino, sul Lago di Garda, lo storico Triathlon Olimpico – gara con titolazione internazionale – molto amato dai triatleti per il bellissimo ma altrettanto impegnativo percorso in bicicletta.

Per la Livorno Triathlon hanno partecipato Simonetta Bernardini, Matteo Chiesa, Aurelio De Stasio, Guido Dimarzio, Federico Grassi, Alessio Vannozzi e il Presidentissimo Fabio Quaglierini.

Ancora una volta Simonetta Bernardini riesce a imporsi sulle sue avversarie, vincendo la categoria (M4) e piazzandosi 38esima donna assoluta, con 2 ore e 41′.

Bene anche Matteo Chiesa, che chiude con un pregevole tempo, e complimenti ad Aurelio De Stasio, che porta a termine il suo primo olimpico con soddisfazione. Bravi tutti, anche il Presidente che, nonostante si lamenti che non riesce mai ad allenarsi, arriva sempre in fondo con dignità.

*

Domenica 18 giugno, all’altrettanto storico Ironman Austria – a Klagenfurt – Marina Matarazzo e Serena Rossi hanno nuotato per 3,8 km, pedalato per 180 km (con 1.600 metri di dislivello) e corso per 42,2 km.

La fortissima Marina Matarazzo chiude il suo terzo Ironman in 11 ore e 8′, aggiudicandosi il secondo posto di categoria (M2) e la slot per il Campionato del Mondo di Ironman a Kona (Hawaii), prestigiosissimo e ambitissimo traguardo, fortemente voluto e altrettanto fortemente meritato dalla nostra Marina.

All’esordio sulla distanza full, Serena Rossi riesce a portare a termine la sua impresa in 13 ore e 45′, con estrema soddisfazione e il sorriso, dopo sei lunghi mesi di sacrifici e una meticolosa preparazione.

Il Presidente Fabio Quaglierini è orgoglioso delle sue tre triatlete e, a tutte e tre, rinnova i complimenti per la grinta e i risultati sportivi.

Una domenica pomeriggio da “cicloturista infortunato” – di Evangelista Basile

Infortunio: la parola che fa paura a chiunque pratichi un pochino di sport, a tutti i livelli. Probabilmente la mia stagione agonistica è finita; anzi, a dire il vero non l’ho neppure iniziata.

Ma sono abituato a pensare positivo, quindi mi chiedo che cosa ci sia di buono nel non potermi allenare e partecipare alle gare di triathlon che mi piacciono. Beh potrei per esempio liberare del tempo per il lavoro: ma le 12 ore al giorno – e qualche notte intera – che gli dedico mi appaiono sùbito già più che sufficienti.  Potrei praticare di più il windsurf che ultimamente ho un po’ trascurato. Oppure imparare con mio figlio il wing-foil; anzi imparare da mio figlio, che ormai è diventato un maestro con quell’attrezzo strano che vola sopra l’acqua.

Mentre vedo scorrere nella mia mente questi pensieri in una domenica pomeriggio nella quale faccio fatica a tirarmi su di morale, mi arriva alle orecchie il suono familiare di una notifica wapp. Temendo sia una nuova bega di lavoro (a noi avvocati non è dato conoscere il riposo della sacra domenica), indugio a guardare il mio I-phone. Poi mi faccio coraggio e lo sbircio: e invece è un amico – modenese (la terra di mia nonna paterna) – che mi chiede informazioni su un percorso in bici in Toscana. Sto per rispondere senza troppo riflettere, poi mi blocco e mi illumino. Ecco un lato positivo degli infortuni!

Apro il cassetto e ci butto dentro il garmin e il computerino che segna watt, cadenza e altri dati da maniaci esaltati. Per un bel po’ non mi serviranno. Prendo invece con me il mio I-phone che sa fare delle bellissime foto e mi travesto da ciclista; il medico dice che qualche giretto in bici non impegnativo lo posso fare (la corsa no), senza esagerare. Insomma, posso fare il cicloturista, senza dover fingere di essere un atleta.

E allora invece di dare informazioni all’amico emiliano sui soliti noti percorsi bici della Toscana, decido di fargli un reportage della mia terra: delle zone intorno alla città di Livorno.

Salgo sulla mia fida Trek, esco dal garage e imbocco subito il lungomare lasciandomi dietro l’Hotel Universal e l’unico arenile cittadino, i Tre Ponti. Direzione? A caso. Decido di non decidere. Improvviso e vado intanto a sud.

E con le prime pedalate penso che un reportage fotografico farà bene alla mia città, che ha bisogno di essere promossa e pubblicizzata. Ma non sono arrivato neppure al castel Boccale, che si erge sui primi scogli piatti del Romito, quando mi assalgono i dubbi. Ma la mia città desidera essere promossa? Perché, pensandoci bene, ho l’impressione che lei – Livorno – si senta bene così com’è. Non mi pare ansiosa di essere inondata di forestieri.

L’ho lasciata ben volentieri ai tempi dell’università perché la odiavo. Troppo piccola, troppo indolente, troppo immobile Livorno. Ma a quell’età qualunque città natia appare così. Un diciottenne si sente cittadino del mondo e guai se non provasse questo sentimento di onnipotenza. Ovviamente, nei tanti anni – più di venti – vissuti lontano da Livorno, non ho mai smesso di amarla; e neppure di odiarla.

Poi ci sono tornato con la famiglia, per caso dico io. O forse il caso l’ha un po’ pilotato la mia coscienza. Chissà.

Insomma, è così indolente Livorno che non sono sicuro valga la pena promuoverla. Un mio caro amico, venendomi a trovare dalla Puglia, mi ha dato qualche tempo fa una definizione di Livorno illuminante: la tua Livorno – mi ha detto – è autentica e refrattaria. All’inizio la città non gli era piaciuta, anche perché lo avevano fatto alloggiare nella parte più brutta (che non menzionerò per rispetto del quartiere) e poco aveva visto. Poi frequentandola meglio e scoprendola, a poco a poco se ne è invaghito e ha coniato per lei questo aggettivo che condivido in pieno: refrattaria. In senso positivo. L’ha paragonata ad altre città, magari più belle, che però col tempo avevano perso la loro personalità. Invece Livorno gli è parsa autentica, perché refrattaria al cambiamento.

Del resto, una città – come la nostra – che non vuol essere dinamica ed è refrattaria al cambiamento: lo è nel bene e nel male. Ce la teniamo così, con i suoi pregi e i suoi difetti.

Intanto mi sono già fermato sul Romito a fare le foto alla Cala del leone, al Castel Sonnino e adesso alla baia che precede Castiglioncello.

Bello potersi fermare in bici senza pensare di sporcare la velocità media, senza dover bloccare il garmin (nel cassetto, perché anche lui deve subire il mio infortunio e soffrire come faccio io) o preoccuparsi di tornare a casa con una media watt da bonoanasega (come direbbe il mio Presidente). Ma non posso far vedere al mio amico solo il mare, che è troppo scontato.

Da Castelnuovo inforco il bivio per la mia strada preferita, quella con asfalto nuovo e veloce che porta al Gabbro o ancora a Nibbiaia: di fatto si chiude un anello, rimanendo sempre in quota. L’asfalto è così bello che lo fotografo per il mio amico, perché su questa strada quando verrà a trovarmi lo sfiderò in bici, penso. Se l’infortunio mi lascerà in pace, mannaggia.

Decido di chiudere l’anello e scendo di nuovo da Nibbiaia, perché le strade fatte in bici dalla parte opposta sembrano diverse. Dipende dalla diversa prospettiva. E infatti vedo altri panorami e siccome siamo già nel tardo pomeriggio, il sole incomincia a distendere la sua luce in mare. Altre foto. Ma chi ce l’ha posti così belli vicini a casa!

Appena sceso da Nibbiaia, passo Chioma e salgo di nuovo per il Castellaccio, in direzione del Santuario di Montenero.

La ragione ufficiale che mi do è che devo fare le foto al Santuario per il mio amico modenese, ma la verità – che solo io so – è che chiederò, passando, alla Madonna di Montenero di aiutarmi a guarire dall’infortunio. Forse sono un po’ blasfemo. Non so. Comunque io un aiuto lo chiedo.

Ma la salita del Castellaccio fa venire brutti pensieri. Domani torno a Milano. Eh già, perché io lavoro durante la settimana a Milano, come il mio amico modenese. E nei giorni centrali della settimana mi alleno – anzi, mi allenavo quando non ero infortunato (maledetta gamba!) – al piano meno 2. Sì, perché quando arrivo nell’atrio che mostra l’insegna della palestra, schiaccio il pulsante dell’ascensore -2. Per trovare tanto spazio a Milano si deve andare sottoterra. Al piano -2 corriamo come criceti sul tapis roulant, nuotiamo in piscina e pedaliamo sulla cyclette. Secondo me siamo degli eroi. Meritavo di non infortunarmi anche solo per questa dedizione al sacrificio.

Al piano -2, sotto terra, in pieno centro a Milano, passa sfiorando la piscina la metropolitana. La si sente bene sfrecciare, perché trema tutto.

Ogni tanto penso che potrebbe succedere come in quei film americani di azione: mentre nuoto sprofonda il pavimento della piscina, vengo risucchiato e finisco dentro il vagone della metropolitana insieme ai pendolari che tornano a casa dopo una intensissima giornata di lavoro. Talmente stanchi, stressati e immersi nei loro pensieri che – nella mia fantasia – immagino neppure si accorgano che tra loro è precipitato uno in costume, bagnato fradicio, con gli occhialini e la cuffia della Livorno Triathlon. A quel punto, cosa faccio? Scendo alla prima fermata e torno a casa di corsa: si chiama Aquathlon. Sì sì dottore, ovvio, corro a casa solo se non ho più dolore all’inguine. L’infortunio mi condiziona anche nei sogni.

Nel frattempo sono arrivato al Castellaccio, sulla sommità.

Foto per l’amico.

Scendo e imbocco una delle strade più belle della città, che giustamente ha il nome di un poeta che si abbina perfettamente alla bellezza della via: Byron.

Arrivo in piazza del Santuario di Montenero e faccio qualche scatto per concludere il mio reportage fotografico. Ormai il giro è quasi finito, devo solo scendere dalla via panoramica e raggiungere la mia casa ad Antignano, di nuovo sul mare.

Caro amico, questa è la mia città. Guarda le foto e trova il tempo per venirci a trovare; ti organizziamo un bel giro in bici e un pasta party con “cinque e cinque”. Poi con calma ti spiego cos’è.     

Lancio della Nuova Rubrica N.O.T.

Col nostro Presidente abbiamo deciso di inaugurare una nuova rubrica nel sito Livorno Triathlon, i cui contenuti potranno essere ribattuti – per chi vorrà – nei social della squadra.

La rubrica si chiama “N.O.T.: Not Only Triathlon”.

L’idea – come suggerisce il titolo – è quella di dare spazio e voce agli atleti iscritti, per invitarli a pubblicare loro contributi su qualunque tema, non solo connesso alla triplice disciplina. Viaggi, competizioni sportive (qualunque disciplina), allenamenti, esperienze personali, lavoro, passioni, opinioni o anche solo pensieri dei nostri atleti – adulti e giovani – potranno trovare ospitalità nella nuova rubrica.

Del resto, far parte di una associazione sportiva, di una squadra, non vuol dire soltanto praticare insieme una disciplina – o tre, come nel caso del triathlon – ma anche e soprattutto condividere valori ed esperienze di vita. Lo facciamo quando ci troviamo insieme in occasione degli allenamenti, delle competizioni o semplicemente per un pranzo in compagnia.

E allora da oggi abbiamo pensato di dare ai triatleti iscritti alla Livorno Triathlon un luogo “virtuale” per raccontare e raccontarsi, parlando anche – ma non solo – di triathlon.     

Montesilvano: Campionati Italiani di Aquathlon Giovani. Coppa Italia e Trofeo Sviluppo

Come ogni anno, la fine della scuola segna l’inizio dei Campionati Italiani Giovanili di Triathlon.

Nel fine settimana appena trascorso si sono svolti a Montesilvano i Campionati Italiani di Aquathlon (gara valevole anche per il circuito interregionale centro) e la Coppa Italia di Triathlon.

In uno scenario di oltre 1000 triatleti da tutta Italia, i nostri giovani della Livorno Triathlon erano presenti in 26, dalla categoria Cuccioli alla Junior e, come sempre, non hanno deluso le aspettative dei loro tecnici e dei loro tifosi.

Nell’Aquathlon classico, categoria Junior – con 2.500m di corsa, 1000m di nuoto e 2.500m di corsa – da segnalare  il quinto posto di Margherita Voliani in classifica nazionale e anche nella classifica del circuito interregionale centro, nonché il quarto posto di Mathilde Marc al circuito interregionale.

Nella categoria Youth B (2.500 m – 500 m – 2.500 m) Gaia Silvestri si piazza quindicesima nella classifica nazionale e terza in quella interregionale, mentre Edoardo Manfanetti chiude sesto nel circuito interregionale.

Nicole Fasano – categoria Youth A – chiude settima in classifica nazionale e ottiene il podio di argento in quella regionale, mentre Anna Pollini si assicura il ventunesimo piazzamento nazionale.

Anche i Giovanissimi si sono battuti tutti al massimo delle loro forze e con bei risultati.

Da segnalare Sveva Bertolucci che conquista il gradino più alto del podio nazionale e interregionale, nonchè Rebecca Bellini e Maja Basile che si piazzano ventiduesima e ventiseiesima a livello nazionale, nonchè rispettivamente quarta e sesta a livello interregionale della categoria Ragazzi.

Gli Esordienti Ulisse Bertolucci e Rachele Bellini chiudono la giornata del sabato con un primo posto nazionale e interregionale per Ulisse e un undicesimo piazzamento nazionale, nonché un terzo posto nella classifica interregionale per Rachele.

Al termine della giornata del sabato, la Squadra ha ottenuto anche il terzo posto nella classifica di Società per il circuito interregionale giovanile.

Domenica è stata la volta della Coppa Italia e Trofeo Sviluppo di Triathlon.

Su distanza Super Sprint le categorie Junior, Youth B e Youth A.

Da segnalare lo spettacolare terzo posto, con volata finale di Nicole Fasano per la categoria Youth A; la dodicesima posizione per Margherita Voliani nella categoria Junior; il ventunesimo piazzamento di Edoardo Manfanetti, il quindicesimo posto per Gaia Silvestri (entrambi Youth B).

Nella categoria ragazzi, è ancora una volta Sveva Bertolucci a salire sul gradino più alto. Molto bene anche Rebecca Bellini (16°) e – a un secondo – Maja Basile (17°).

Tra gli esordienti Ulisse Bertolucci vince la categoria e Rachele Bellini chiude con un’ottima tredicesima posizione.

Al di là dei podi e dei risultati, lo spettacolo è stato vedere questi giovani triatleti lottare con tutte le loro energie e con lealtà, incitarsi a vicenda e sostenersi nello sconforto. Se infatti hanno prevalso i sorrisi, qualche delusione per lo svolgimento della gara c’è stata, da parte di chi si aspettava di più o non aveva messo in conto i normali inconvenienti di questo sport (qualche caduta in bici, qualche tentativo subito di “inabissamento” in mare, “piccole” spinte a corsa).

Ma i giovani della Livorno Triathlon sono forti e determinati e oggi – dopo un viaggio infinito e terminato all’una di notte – sono già al lavoro, in piscina, per continuare la loro preparazione in vista dei prossimi appuntamenti della stagione, da affrontare – come sempre – con il sorriso.

A Sandro Prosperi il premio “Aramini, una Città per lo sport”

Dal 1996 la città di Empoli, alla presenza di società sportive e autorità locali, premia gli atleti che si sono distinti per particolare meriti sportivi.

Si tratta del Premio Aramini, il massimo riconoscimento per lo sport empolese, assegnato da una apposita Commissione composta dai rappresentanti dell’informazione locale e da esponenti del mondo sportivo empolese, che viene consegnato durante una cerimonia ufficiale.

Quest’anno la Commissione empolese ha consegnato un premio anche al nostro Sandro Prosperi – empolese di origine ma portabandiera dei colori della Livorno Triathlon – per i risultati sportivi ottenuti.

Il nostro atleta dell’anno ottiene così ancora una volta il giusto riconoscimento per il suo impegno agonistico; il Presidente Fabio Quaglierini e tutta la squadra sono davvero orgogliosi e gli rinnovano i loro complimenti.