Fine settimana strepitoso, quello appena trascorso.
Sabato 17 giugno, si è svolto a Bardolino, sul Lago di Garda, lo storico Triathlon Olimpico – gara con titolazione internazionale – molto amato dai triatleti per il bellissimo ma altrettanto impegnativo percorso in bicicletta.
Per la Livorno Triathlon hanno partecipato Simonetta Bernardini, Matteo Chiesa, Aurelio De Stasio, Guido Dimarzio, Federico Grassi, Alessio Vannozzi e il Presidentissimo Fabio Quaglierini.
Ancora una volta Simonetta Bernardini riesce a imporsi sulle sue avversarie, vincendo la categoria (M4) e piazzandosi 38esima donna assoluta, con 2 ore e 41′.
Bene anche Matteo Chiesa, che chiude con un pregevole tempo, e complimenti ad Aurelio De Stasio, che porta a termine il suo primo olimpico con soddisfazione. Bravi tutti, anche il Presidente che, nonostante si lamenti che non riesce mai ad allenarsi, arriva sempre in fondo con dignità.
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Domenica 18 giugno, all’altrettanto storico Ironman Austria – a Klagenfurt – Marina Matarazzo e Serena Rossi hanno nuotato per 3,8 km, pedalato per 180 km (con 1.600 metri di dislivello) e corso per 42,2 km.
La fortissima Marina Matarazzo chiude il suo terzo Ironman in 11 ore e 8′, aggiudicandosi il secondo posto di categoria (M2) e la slot per il Campionato del Mondo di Ironman a Kona (Hawaii), prestigiosissimo e ambitissimo traguardo, fortemente voluto e altrettanto fortemente meritato dalla nostra Marina.
All’esordio sulla distanza full, Serena Rossi riesce a portare a termine la sua impresa in 13 ore e 45′, con estrema soddisfazione e il sorriso, dopo sei lunghi mesi di sacrifici e una meticolosa preparazione.
Il Presidente Fabio Quaglierini è orgoglioso delle sue tre triatlete e, a tutte e tre, rinnova i complimenti per la grinta e i risultati sportivi.
Mar 13 bici aerobica fare 2 h mantenere una rpm 85 giro orciano
Mer 14 fartlek 20’ + 3 x ( 1’ + 2’ +3’+ 4’ ) recupero fisso 1’ mentre per i 4’ recupero 2’ da fare a ritmo gara 5 km + def 5’ + allungamenti vari
Gio 15 bici ris tranquillo 30’ + 3 /4 x panoramica ritmo medio salire in agilità si recupera in discesa + 20’ in pianura dopo le salite a fare girare le gambe
Ven 16 corsa di recupero 50’ con allunghi sul finale + allungamenti
Mar 20 bici su strada arrivare Rosignano rotatoria al rientro fare il castellaccio dal romito curare il rtm di pedalata mai sotto 85/90 a parte in salita , predilige la pedalata agile / rotonda sul rientro cambi veloci
Mer 21 corsa lenta 20’ + 8 x 200 ( veloce )rec 100 mt + 5’ recupero + 8 x 400 ( veloce ) recupero 1’ il tutto a ritmo gara 5 km+ def 5’ corsa lenta + allungamenti vari
Gio 22 bici di recupero tranquilla 90’/ 120’ senza forzare va benissimo il giro di orciano pedalare con rapporto agile rpm 85-90
Ven 23 corsa lenta 20’ + 10 x 200 mt da fare alla soglia rec 100 soup + def 5’
Sab 24 riposo o nuoto tranquillo
Dom 25 allenamento sulla triplice olimpico percorso da definire
Siamo giunti all’ultimo periodo di allenamento in piscina prima della chiusura estiva. Andremo a stimolare, soprattutto nella prima fase, l’adattamento alla resistenza con riposi brevi. Come sempre utilizzeremo: lunedì/martedì e mercoledì/giovedì palette, pull-buoy ed elastico; venerdì/sabato pinne. PARTIRE A 5” DAL COMPAGNO CHE VI PRECEDE.
Infortunio: la parola che fa paura a chiunque pratichi un pochino di sport, a tutti i livelli. Probabilmente la mia stagione agonistica è finita; anzi, a dire il vero non l’ho neppure iniziata.
Ma sono abituato a pensare positivo, quindi mi chiedo che cosa ci sia di buono nel non potermi allenare e partecipare alle gare di triathlon che mi piacciono. Beh potrei per esempio liberare del tempo per il lavoro: ma le 12 ore al giorno – e qualche notte intera – che gli dedico mi appaiono sùbito già più che sufficienti. Potrei praticare di più il windsurf che ultimamente ho un po’ trascurato. Oppure imparare con mio figlio il wing-foil; anzi imparare da mio figlio, che ormai è diventato un maestro con quell’attrezzo strano che vola sopra l’acqua.
Mentre vedo scorrere nella mia mente questi pensieri in una domenica pomeriggio nella quale faccio fatica a tirarmi su di morale, mi arriva alle orecchie il suono familiare di una notifica wapp. Temendo sia una nuova bega di lavoro (a noi avvocati non è dato conoscere il riposo della sacra domenica), indugio a guardare il mio I-phone. Poi mi faccio coraggio e lo sbircio: e invece è un amico – modenese (la terra di mia nonna paterna) – che mi chiede informazioni su un percorso in bici in Toscana. Sto per rispondere senza troppo riflettere, poi mi blocco e mi illumino. Ecco un lato positivo degli infortuni!
Apro il cassetto e ci butto dentro il garmin e il computerino che segna watt, cadenza e altri dati da maniaci esaltati. Per un bel po’ non mi serviranno. Prendo invece con me il mio I-phone che sa fare delle bellissime foto e mi travesto da ciclista; il medico dice che qualche giretto in bici non impegnativo lo posso fare (la corsa no), senza esagerare. Insomma, posso fare il cicloturista, senza dover fingere di essere un atleta.
E allora invece di dare informazioni all’amico emiliano sui soliti noti percorsi bici della Toscana, decido di fargli un reportage della mia terra: delle zone intorno alla città di Livorno.
Salgo sulla mia fida Trek, esco dal garage e imbocco subito il lungomare lasciandomi dietro l’Hotel Universal e l’unico arenile cittadino, i Tre Ponti. Direzione? A caso. Decido di non decidere. Improvviso e vado intanto a sud.
E con le prime pedalate penso che un reportage fotografico farà bene alla mia città, che ha bisogno di essere promossa e pubblicizzata. Ma non sono arrivato neppure al castel Boccale, che si erge sui primi scogli piatti del Romito, quando mi assalgono i dubbi. Ma la mia città desidera essere promossa? Perché, pensandoci bene, ho l’impressione che lei – Livorno – si senta bene così com’è. Non mi pare ansiosa di essere inondata di forestieri.
L’ho lasciata ben volentieri ai tempi dell’università perché la odiavo. Troppo piccola, troppo indolente, troppo immobile Livorno. Ma a quell’età qualunque città natia appare così. Un diciottenne si sente cittadino del mondo e guai se non provasse questo sentimento di onnipotenza. Ovviamente, nei tanti anni – più di venti – vissuti lontano da Livorno, non ho mai smesso di amarla; e neppure di odiarla.
Poi ci sono tornato con la famiglia, per caso dico io. O forse il caso l’ha un po’ pilotato la mia coscienza. Chissà.
Insomma, è così indolente Livorno che non sono sicuro valga la pena promuoverla. Un mio caro amico, venendomi a trovare dalla Puglia, mi ha dato qualche tempo fa una definizione di Livorno illuminante: la tua Livorno – mi ha detto – è autentica e refrattaria. All’inizio la città non gli era piaciuta, anche perché lo avevano fatto alloggiare nella parte più brutta (che non menzionerò per rispetto del quartiere) e poco aveva visto. Poi frequentandola meglio e scoprendola, a poco a poco se ne è invaghito e ha coniato per lei questo aggettivo che condivido in pieno: refrattaria. In senso positivo. L’ha paragonata ad altre città, magari più belle, che però col tempo avevano perso la loro personalità. Invece Livorno gli è parsa autentica, perché refrattaria al cambiamento.
Del resto, una città – come la nostra – che non vuol essere dinamica ed è refrattaria al cambiamento: lo è nel bene e nel male. Ce la teniamo così, con i suoi pregi e i suoi difetti.
Intanto mi sono già fermato sul Romito a fare le foto alla Cala del leone, al Castel Sonnino e adesso alla baia che precede Castiglioncello.
Bello potersi fermare in bici senza pensare di sporcare la velocità media, senza dover bloccare il garmin (nel cassetto, perché anche lui deve subire il mio infortunio e soffrire come faccio io) o preoccuparsi di tornare a casa con una media watt da bonoanasega (come direbbe il mio Presidente). Ma non posso far vedere al mio amico solo il mare, che è troppo scontato.
Da Castelnuovo inforco il bivio per la mia strada preferita, quella con asfalto nuovo e veloce che porta al Gabbro o ancora a Nibbiaia: di fatto si chiude un anello, rimanendo sempre in quota. L’asfalto è così bello che lo fotografo per il mio amico, perché su questa strada quando verrà a trovarmi lo sfiderò in bici, penso. Se l’infortunio mi lascerà in pace, mannaggia.
Decido di chiudere l’anello e scendo di nuovo da Nibbiaia, perché le strade fatte in bici dalla parte opposta sembrano diverse. Dipende dalla diversa prospettiva. E infatti vedo altri panorami e siccome siamo già nel tardo pomeriggio, il sole incomincia a distendere la sua luce in mare. Altre foto. Ma chi ce l’ha posti così belli vicini a casa!
Appena sceso da Nibbiaia, passo Chioma e salgo di nuovo per il Castellaccio, in direzione del Santuario di Montenero.
La ragione ufficiale che mi do è che devo fare le foto al Santuario per il mio amico modenese, ma la verità – che solo io so – è che chiederò, passando, alla Madonna di Montenero di aiutarmi a guarire dall’infortunio. Forse sono un po’ blasfemo. Non so. Comunque io un aiuto lo chiedo.
Ma la salita del Castellaccio fa venire brutti pensieri. Domani torno a Milano. Eh già, perché io lavoro durante la settimana a Milano, come il mio amico modenese. E nei giorni centrali della settimana mi alleno – anzi, mi allenavo quando non ero infortunato (maledetta gamba!) – al piano meno 2. Sì, perché quando arrivo nell’atrio che mostra l’insegna della palestra, schiaccio il pulsante dell’ascensore -2. Per trovare tanto spazio a Milano si deve andare sottoterra. Al piano -2 corriamo come criceti sul tapis roulant, nuotiamo in piscina e pedaliamo sulla cyclette. Secondo me siamo degli eroi. Meritavo di non infortunarmi anche solo per questa dedizione al sacrificio.
Al piano -2, sotto terra, in pieno centro a Milano, passa sfiorando la piscina la metropolitana. La si sente bene sfrecciare, perché trema tutto.
Ogni tanto penso che potrebbe succedere come in quei film americani di azione: mentre nuoto sprofonda il pavimento della piscina, vengo risucchiato e finisco dentro il vagone della metropolitana insieme ai pendolari che tornano a casa dopo una intensissima giornata di lavoro. Talmente stanchi, stressati e immersi nei loro pensieri che – nella mia fantasia – immagino neppure si accorgano che tra loro è precipitato uno in costume, bagnato fradicio, con gli occhialini e la cuffia della Livorno Triathlon. A quel punto, cosa faccio? Scendo alla prima fermata e torno a casa di corsa: si chiama Aquathlon. Sì sì dottore, ovvio, corro a casa solo se non ho più dolore all’inguine. L’infortunio mi condiziona anche nei sogni.
Nel frattempo sono arrivato al Castellaccio, sulla sommità.
Foto per l’amico.
Scendo e imbocco una delle strade più belle della città, che giustamente ha il nome di un poeta che si abbina perfettamente alla bellezza della via: Byron.
Arrivo in piazza del Santuario di Montenero e faccio qualche scatto per concludere il mio reportage fotografico. Ormai il giro è quasi finito, devo solo scendere dalla via panoramica e raggiungere la mia casa ad Antignano, di nuovo sul mare.
Caro amico, questa è la mia città. Guarda le foto e trova il tempo per venirci a trovare; ti organizziamo un bel giro in bici e un pasta party con “cinque e cinque”. Poi con calma ti spiego cos’è.
Col nostro Presidente abbiamo deciso di inaugurare una nuova rubrica nel sito Livorno Triathlon, i cui contenuti potranno essere ribattuti – per chi vorrà – nei social della squadra.
La rubrica si chiama “N.O.T.: Not Only Triathlon”.
L’idea – come suggerisce il titolo – è quella di dare spazio e voce agli atleti iscritti, per invitarli a pubblicare loro contributi su qualunque tema, non solo connesso alla triplice disciplina. Viaggi, competizioni sportive (qualunque disciplina), allenamenti, esperienze personali, lavoro, passioni, opinioni o anche solo pensieri dei nostri atleti – adulti e giovani – potranno trovare ospitalità nella nuova rubrica.
Del resto, far parte di una associazione sportiva, di una squadra, non vuol dire soltanto praticare insieme una disciplina – o tre, come nel caso del triathlon – ma anche e soprattutto condividere valori ed esperienze di vita. Lo facciamo quando ci troviamo insieme in occasione degli allenamenti, delle competizioni o semplicemente per un pranzo in compagnia.
E allora da oggi abbiamo pensato di dare ai triatleti iscritti alla Livorno Triathlon un luogo “virtuale” per raccontare e raccontarsi, parlando anche – ma non solo – di triathlon.
Come ogni anno, la fine della scuola segna l’inizio dei Campionati Italiani Giovanili di Triathlon.
Nel fine settimana appena trascorso si sono svolti a Montesilvano i Campionati Italiani di Aquathlon (gara valevole anche per il circuito interregionale centro) e la Coppa Italia di Triathlon.
In uno scenario di oltre 1000 triatleti da tutta Italia, i nostri giovani della Livorno Triathlon erano presenti in 26, dalla categoria Cuccioli alla Junior e, come sempre, non hanno deluso le aspettative dei loro tecnici e dei loro tifosi.
Nell’Aquathlon classico, categoria Junior – con 2.500m di corsa, 1000m di nuoto e 2.500m di corsa – da segnalare il quinto posto di Margherita Voliani in classifica nazionale e anche nella classifica del circuito interregionale centro, nonché il quarto posto di Mathilde Marc al circuito interregionale.
Nella categoria Youth B (2.500 m – 500 m – 2.500 m) Gaia Silvestri si piazza quindicesima nella classifica nazionale e terza in quella interregionale, mentre Edoardo Manfanetti chiude sesto nel circuito interregionale.
Nicole Fasano – categoria Youth A – chiude settima in classifica nazionale e ottiene il podio di argento in quella regionale, mentre Anna Pollini si assicura il ventunesimo piazzamento nazionale.
Anche i Giovanissimi si sono battuti tutti al massimo delle loro forze e con bei risultati.
Da segnalare Sveva Bertolucci che conquista il gradino più alto del podio nazionale e interregionale, nonchè Rebecca Bellini e Maja Basile che si piazzano ventiduesima e ventiseiesima a livello nazionale, nonchè rispettivamente quarta e sesta a livello interregionale della categoria Ragazzi.
Gli Esordienti Ulisse Bertolucci e Rachele Bellini chiudono la giornata del sabato con un primo posto nazionale e interregionale per Ulisse e un undicesimo piazzamento nazionale, nonché un terzo posto nella classifica interregionale per Rachele.
Al termine della giornata del sabato, la Squadra ha ottenuto anche il terzo posto nella classifica di Società per il circuito interregionale giovanile.
Domenica è stata la volta della Coppa Italia e Trofeo Sviluppo di Triathlon.
Su distanza Super Sprint le categorie Junior, Youth B e Youth A.
Da segnalare lo spettacolare terzo posto, con volata finale di Nicole Fasano per la categoria Youth A; la dodicesima posizione per Margherita Voliani nella categoria Junior; il ventunesimo piazzamento di Edoardo Manfanetti, il quindicesimo posto per Gaia Silvestri (entrambi Youth B).
Nella categoria ragazzi, è ancora una volta Sveva Bertolucci a salire sul gradino più alto. Molto bene anche Rebecca Bellini (16°) e – a un secondo – Maja Basile (17°).
Tra gli esordienti Ulisse Bertolucci vince la categoria e Rachele Bellini chiude con un’ottima tredicesima posizione.
Al di là dei podi e dei risultati, lo spettacolo è stato vedere questi giovani triatleti lottare con tutte le loro energie e con lealtà, incitarsi a vicenda e sostenersi nello sconforto. Se infatti hanno prevalso i sorrisi, qualche delusione per lo svolgimento della gara c’è stata, da parte di chi si aspettava di più o non aveva messo in conto i normali inconvenienti di questo sport (qualche caduta in bici, qualche tentativo subito di “inabissamento” in mare, “piccole” spinte a corsa).
Ma i giovani della Livorno Triathlon sono forti e determinati e oggi – dopo un viaggio infinito e terminato all’una di notte – sono già al lavoro, in piscina, per continuare la loro preparazione in vista dei prossimi appuntamenti della stagione, da affrontare – come sempre – con il sorriso.
Dal 1996 la città di Empoli, alla presenza di società sportive e autorità locali, premia gli atleti che si sono distinti per particolare meriti sportivi.
Si tratta del Premio Aramini, il massimo riconoscimento per lo sport empolese, assegnato da una apposita Commissione composta dai rappresentanti dell’informazione locale e da esponenti del mondo sportivo empolese, che viene consegnato durante una cerimonia ufficiale.
Quest’anno la Commissione empolese ha consegnato un premio anche al nostro Sandro Prosperi – empolese di origine ma portabandiera dei colori della Livorno Triathlon – per i risultati sportivi ottenuti.
Il nostro atleta dell’anno ottiene così ancora una volta il giusto riconoscimento per il suo impegno agonistico; il Presidente Fabio Quaglierini e tutta la squadra sono davvero orgogliosi e gli rinnovano i loro complimenti.
E’ stata una domenica emozionante quella appena trascorsa per la squadra labronica.
Sei triatleti livornesi hanno preso parte ai Campionati Italiani di Triathlon Medio a Barberino di Mugello: Annalisa Basini, Simonetta Bernardini, Davide Scherlj, Luca Messina, Francesco Leuzzi e Fabio Cappelletti si sono presentati all’appello di una competizione prestigiosa, sfidando i più forti e determinati triatleti italiani.
Nella torrida piana del Lago del Bilancino i nostri compagni di squadra hanno nuotato per 1.900 m, pedalato per 90 km (con oltre 1000 m di dislivello) e corso per 21 km su sterrato, lottando oltre che contro i propri avversari, anche contro il caldo che non ha dato tregua.
Strepitosa la prestazione di Simonetta Bernardini che chiude la gara con un tempo di 5 ore e 25′ e si aggiudica il titolo di Campionessa Italiana di categoria M4.
Bravissimi anche tutti gli altri, sia per i risultati personali, che per la partecipazione a una sfida così impegnativa.
Mar 6 bici su strada arrivare Rosignano rotatoria al rientro fare il castellaccio dal romito curare il rtm di pedalata mai sotto 85/90 a parte in salita , predilige la pedalata agile / rotonda sul rientro cambi veloci
Mer 7 corsa lenta 20’ + 4 x 1 km ritmo gara rec 2’ + 4 x 500 rec 1’ a ritmo gara +5’ def + allungamenti vari
Gio 8 bici di recupero tranquilla 90’/ 120’ senza forzare va benissimo il giro di orciano pedalare con rapporto agile rpm 85-90
Ven 9 corsa lenta 20’ + 10 x 200 mt da fare alla soglia rec 100 soup + def 5’
Sab 10 riposo o nuoto tranquillo
Dom 11 allenamento sulla triplice al gabbiano ore 8:00
Mar 16 bici aerobica fare 2 h mantenere una rpm 85 percorso vallonato ( orciano)
Mer 17 fartlek 20’ + 5 x 5’ al medio + 2’ recupero attivo + def 5’ + allungamenti vari
Gio 18 bici ris tranquillo 20’ + 3 x panoramica ritmo medio salire in agilità si recupera in discesa + 20’ in pianura dopo le salite a fare girare le gambe
Ven 19 corsa di recupero 40’ + 5 allunghi + 5’ corsa lenta + slanci e mobilita
Sab 20 nuoto tranquillo o riposo
Dom 21 bici in gruppo 60 km ( giro mazzanta) + corsa 7 km aerobici
Lun 22 festa giro in bici fare 2 h senza forzare
Mar 23 solo nuoto o corsa
Mer 24 corsa lenta 20’ + corsa 2000 a ritmo medio + 10 x 300 a ritmo gara rec 1’ + 2000 a ritmo medio+ def 5’ corsa lenta + allungamenti vari
Gio 25 bici di recupero tranquilla 90’/ 120’ senza forzare va benissimo il giro di orciano pedalare con rapporto agile rpm 85-90