Archivia 26 Dicembre 2023

Allenamenti dal 27 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024

Mer 27 solo nuoto (oppure recupero attivo sui rulli 40’ a far girare le gambe )

Gio 28 corsa lenta 40’ + 10 allunghi da 20” + 5’ + es. slanci/ es. mobilita

Ven 29 rulli aerobici 50’ tenere 85/90 rpm fare allunghi da 30” ogni 5’ importante i primi 10’ e gli ultimi 10’ pedala normale

Sab 30 corsa lenta 20’ + fartlek 3 x (1’+2’ + 3’ ) recupero fisso 1’ + def 5’

Dom 31 riposo o bici aerobica 2h inserire una salita medio lunga da fare seduti in agilità

Lun 1 chi può bici aerobica 90’ senza forzare anche niente va bene e auguroni

Mar 2 corsa lenta 40’ + 10 allunghi da 20” rec 40” + def

Mer 3  rulli aerobici 60’ con delle variazioni da 30”  nella ultima mezz’ora con recupero ampio

Gio 4 corsa lenta 20’ + 10 x 100 mt in salita recupero in discesa ( Villa corridi ) + fartlek 12 x 1’ veloce + 1’ di recupero + def

Ven 5 rulli di recupero massimo 60’ rpm 85/90

Sab 6 gara iceman chi non partecipa fare bici giro normale senza forzare fondo medio 2/3 ore

Dom 7 tassativo 80 km più allungamenti vari e scarico schiena

Per il nuoto seguire Dino 2/3 allenamenti alla settimana

Ovviamente chi può andare su strada o MTB è anche meglio, cercare di creare una buona base aerobica senza forzare troppo

Allenamenti dal 18 al 26 dicembre 2023

Lun 18 corsa  lenta 9 km +  5 allunghi sul prato  + slanci mobilità  oppure solo nuoto

Mar 19 rulli allenamento sulla tecnica si lavora tassativamente sulle rpm :
Ris 10’ rpm 85/90
1’ solo gamba dx rpm 70
1’ solo gamba sn rpm 70
1’ solo gamba dx rpm 70
1’ solo gamba sn rpm 70
2’ entrambi le gambe rpm 90
5’ agilissimo rpm 100
2’ agile rpm 90
5’ agilissimo rpm 100
2’ agile rpm 90
5’ super agile rpm 100
Defaticamento 10’
Tot 45’

Mer 20 corsa  lenta 20’ + 12 x 100 mt in salita recupero in discesa  ( dietro Villa corridi ) + 25’ di corsa al medio ( cercare la frequenza) + def

Gio 21 rulli fare 50’ aerobici rpm 85/ 90 con una variazione di 30” ogni 5’ fare i primi 10’ e gli ultimi 5’ normali

Ven 22 corsa lenta 10km percorso collinare + 10 allunghi sul prato + 5’ def + allungamenti vari

Sab  23 nuoto staffetta di Natale

Dom 24 bici / mtb in gruppo aerobica tranquilla mantenere una pedalata agile circa 2 h

Lun 25 buon Natale festa festa

Mar 26 voltina ritrovo al campo scuola allenamento brucia panettoni

B.allenamenti a tutti

Ciao e forza Livorno triathlon

Fabio Bellini, un amico, un triatleta. Resterai per sempre nei nostri cuori.

Ci sono giornate che si vorrebbe non dover vivere e ci sono notizie che si vorrebbe non dover dare mai, soprattutto quando riguardano persone a noi care.

La vita però, purtroppo, segue il suo corso e ci pone di fronte a situazioni dolorose e tristi, come quelle della perdita di un amico.

Oggi è una di quelle giornate: Fabio Bellini, amico e compagno di squadra, ci ha lasciato a soli 57 anni.

Fabio ha lottato per mesi contro un male incurabile, come un guerriero, come un triatleta che non si arrende e fino alla fine ci crede, con la dignità e la forza di chi è abituato alle sfide e le accetta a testa alta, senza auto-compatimenti, senza lamenti, con la consapevolezza che sarebbe stata dura, la sfida più dura di tutte.

Fabio, con il suo ottimismo, credeva che avrebbe vinto lui e fino all’ultimo sognava il giorno in cui avrebbe ripreso a correre o a nuotare insieme a noi. La malattia, purtroppo, ha avuto la meglio e oggi Fabio ci ha lasciati.

Noi però vogliamo ricordare i momenti belli, quelli spensierati, quelli vissuti insieme durante le gare e gli allenamenti, le lunghe nuotate in mare, le pedalate in bicicletta e le ripetute a corsa, le risate e gli sfottò ed il sorriso di Fabio, che aveva la capacità di mettere tutti di buon umore.

Ricordiamo quella volta in cui accettò con spirito di sacrificio ed onore di gareggiare in un campionato italiano a squadre in compagnia di atleti molto più giovani di lui, che alla fine furono costretti a rincorrerlo perché, preso dalla voglia di fare bene, andò molto più forte del previsto, o l’altra in cui nonostante la malattia, nell’estate 2023, venne a salutarci e a nuotare in mare insieme a noi. Era anche questo il bello di Fabio: amava stare in compagnia, dei suoi amici, della sua compagna, dei suoi figli, dei suoi compagni di squadra, di tutte le persone che gli volevano bene.

Ecco il Fabio che porteremo nel nostro cuore, quello che nessuna malattia potrà portarci via.

Ciao Fabio, amico e campione, ti vogliamo bene, ci mancherai tantissimo.

Allenamenti dal 4 al 17 dicembre 2023

Programma bi settimanale generale con tecnica da fare sui rulli e mtb se possibile andare assieme su percorsi tecnici

Lun 4 corsa  lenta 30’ + 5 allunghi + slanci mobilità  oppure solo nuoto

Mar 5 rulli allenamento sulla tecnica si lavora tassativamente sulle rpm :

Ris 20’ rpm 90

1’ solo gamba dx rpm 70
1’ solo gamba sn rpm 70
1’ solo gamba dx rpm 70
1’ solo gamba sn rpm 70
2’ entrambi le gambe rpm 90
5’ agilissimo rpm 100
2’ agile rpm 90
5’ agilissimo rpm 100
2’ agile rpm 90
5’ super agile rpm 100

Defaticamento 10’
Tot circa 60’

Mer 6 corsa  lenta 20’ + 8 x 100 mt scatti in salita recupero in discesa  ( dietro Villa corridi ) + 20’ di corsa al medio ( cercare la frequenza) + def

Gio 7 rulli tranquilli fare 60’ a 90 rpm

Ven 8 bici mtb in gruppo ore 8:30 leccia

Sab  9 nuoto  o riposo 

Dom 10 mtb  potenziamento  colline livornesi fare fino a 2h senza forzare ( valicelle puntone ecc).

Lun 11 corsa lenta 40’ + 10 allunghi+  5’+ addominali e dorsali

Mar 12 nuoto  + rulli allenamento per la forza (sfr) salite forza resistenza

Ris 10’ pedala a rpm 90
6 serie x 4’ metti duro duro massimo numero di pedalata 55/60 recupero agilissimo 2’ finito il lavoro pedali 10’ a 90 rpm cercare la rotondità della pedalata

Mer 13 corsa lenta 20’+ salite Villa corridi 10 x 100 mt scatti in salita si recupera in discesa + 25’ di corsa al medio + def

Gio 14 rulli allenamento sulla tecnica si lavora tassativamente sulle rpm :

Pedalare 20’ a rpm 90

1’ solo gamba dx rpm 70
1’ solo gamba sn rpm 70
1’ solo gamba dx rpm 70
1’ solo gamba sn rpm 70
2’ entrambi le gambe rpm 90
5’ agilissimo rpm 100
2’ agile rpm 90
5’ agilissimo rpm 100
2’ agile rpm 90
5’ super agile rpm 100

Defaticamento 10’
Tot 55’ / 60’

Ven 15 corsa lenta 30’ + 10 allunghi + 10’ + slanci e mobilita

Sab 16 riposo  o nuoto

Dom 17 bici se possibile mtb arrivare  a 2/3 h senza  forzare

B.allenamenti a tutti

Ciao e forza Livorno triathlon

Allenamenti dal 13 novembre al 3 dicembre 2023

Programma dove vengono inseriti i rulli per chi li ha; ovviamente da fare tranquilli, adesso forziamo un po’ di più sulla corsa, la domenica uscita in MTB. Per il nuoto seguire Dino, cercare di fare almeno 2/3 allenamenti a settimana. Il prossimo programma inizieremo con allenamenti mirati al rinforzo muscolare e tanta, tanta tecnica: salite, gradoni, campestri etc.

Per “ritmo gara” si intende tempo x km su una 10 k, per ora andate a sensazione -> Corri Salviano sarà un test per estrapolare i ritmi da tenere, per provare ad allenarsi in maniera più scrupolosa.

Lun  13 corsa di recupero 30’ + 10 allunghi da 20” rec 40”  + 5’ + allungamenti vari —-oppure solo nuoto

Mar 14 rulli  50’ tranquilli senza forzare solo agilità tenere 90 rpm

Mer 15 corsa lenta 20’ + 12 x 300 a rg – 10” recupero 100 soup + corsa lenta 5’

Gio 16 bici rulli tranquilli massimo 1h tenere rpm 90

Ven 17 per- gara corsa lenta 5 km + 5 x 200 rg recupero 100 mt + corsa lenta 5’ + allungamenti vari

Sab 18 nuoto  tranquillo o riposo 

Dom 19 gara 10 k —-chi non gareggia mtb giro da 2 h nei boschi

Lun 20 corsa di recupero 30’ + 10 allunghi + 5’ + slanci e mobilita

Mar 21 rulli 50’ aerobici rpm 90

Mer 22 corsa lenta 20’ + 2 km ritmo gara – 5” rec 2’ + 5 x 400 mt ritmo gara -12” rec 200 di corsa lenta + 2 km ritmo gara – 5” + def

Gio 23 rulli 60’ aerobici rpm 90

Ven 24 corsa lenta 50’ + 5 allunghi + allungamenti vari

Sab 25 nuoto tranquillo

Dom 26 bici mtb 2’ nei boschi percorso tecnico

Lun 27 corsa lenta 50’ più 5 allunghi più allungamenti vari

Mar 28 rulli tranquilli 1h cercare di tenere 90 rpm

Mer 29 corsa lenta 20’ + 10 x 400 ritmo gara – 12” recupero attivo 200 mt + corsa lenta 10’

Gio 30 riposo o nuoto tranquillo

Ven 1 corsa lenta 6 km + 5 x 200 a ritmo gara con 100 mt di recupero + def

Sab 2 riposo o nuoto

Dom 3 corri salviano test x rtm da tenere in allenamento

Buon allenamenti

Allenamenti dal 6 al 12 novembre 2023

Lun corsa lenta 30’+10 allunghi +10′ tot. 50′

Mar solo nuoto

Mer corsa lenta 20’+4 x 1km ritmo gara da tenere alla mezza rec 1’30” anche da fermo + def 5’+allungamenti vari ——- chi non gareggia ne fa 7

Gio solo nuoto

Ven ris 15’ + 5 x 200 mt con 100soup+10’+ stretch —— chi non gareggia ne fa 10 da 200

Sab riposo o nuoto

Dom gara a Livorno mezza o staffetta

Il Tappeto Volante, i Mulini di Paros e … Robinson Crusoe (dedicato a Georgos e alla sua ospitale famiglia)

Articolo di EVANGELISTA BASILE

Il Tappeto volante

Nella spensierata atmosfera dei cartoni animati anni ’80, Alladìn e il suo tappeto magico non erano in cima alle mie preferenze di bambino. Mi appassionavano di più le avventure di Lupin III e i combattimenti dell’Uomo Tigre. Però l’ebrezza di poter volare su un tappeto l’ho sognata tante volte.

Quando ho visto in mare i primi wing-foil mi sono ricordato di quel sogno ricorrente da bambino e mi sono ripromesso che prima o poi anch’io sarei decollato. Più poi che prima, pensavo, perché non sarebbe stato facile trovare il tempo e le energie per imparare un nuovo sport così tecnico come il wing-foil.

Ma l’occasione si è presentata quasi per caso. Prima delle vacanze estive un mio caro amico mi ha scritto un messaggio per tirarmi su di morale dopo l’infortunio che non mi consente da mesi di correre: “vedrai tornerai a volare”. In quel momento ho pensato: siccome non posso volare correndo – ammesso che lo abbia mai fatto – provo a volare davvero, col wingfoil.

Partiamo quindi in vacanza con la famiglia al completo – il fido cane Luke incluso – con destinazione Naxos e poi Paros, nelle Cicladi. Il furgone quest’anno era stivato più del solito per farci entrare anche il nuovo staff del wingfoil: tavola, ali (wings) di diversa dimensione, foil, leash e tanta buona volontà. Con noi anche l’attrezzatura per windsurf e kite nel caso in cui il progetto di imparare il wingfoil fosse miseramente naufragato sotto le sferzate feroci del meltemi, il vento estivo dell’Egeo. Però eravamo fiduciosi perché ci eravamo portati da casa anche il coach: mio figlio Matteo. Il primo in famiglia ad appassionarsi al wingfoil e già molto abile nel maneggiare il nuovo “ruzzino”, che per lui è diventato anche uno sport agonistico.

Matteo che “vola” col wing

Decido di fare io da cavia per primo, ma il vento forte dei primi giorni mi consente solo poche uscite col wingfoil, condite da migliaia di cadute: di schiena, di lato, di faccia, a gambe larghe, strette e incrociate. Per fortuna mi ero portato il windsurf, con cui ho potuto divertirmi e conservare un briciolo di autostima. Poi un giorno, il miracolo. Mio figlio Matteo mi propone di testare il wingfoil a Plaka, una baia di Naxos non attrezzata per accogliere surfisti e sport d’acqua: in altre parole, una spiaggia di bagnanti unti di crema solare ma, a dire di mio figlio, adatta alle mie esigenze di beginner per le sue acque piatte (flat, in gergo). Poco convinto, accetto la decisione del coach. Ci facciamo spazio con tavola, ala, muta, casco, ecc. tra le famiglie che ci guardano storto e ci mandano a quel paese in diverse lingue. Facciamo finta di non comprendere gli insulti, e ci tratteniamo a fatica dal rispondere in slang labronico. Siamo degli intrusi, evidentemente. Io e mio figlio entriamo in acqua velocemente prima che qualcuno chiami la capitaneria, mi da qualche consiglio, navigo, aspetto le prime raffiche e … miracolo: decollo, mi alzo, volo, “Tappeto” è domato, obbedisce e mi porta via. Cavolo, sono appena un metro sopra il livello del mare, ma mi sembra di essere sul trampolino alto dei Fiume. E da quel momento io e Tappeto non ci siamo più fermati. Oddio, non esageriamo, “Tappeto” mi ricorda un sacco di volte che sono ancora un beginner e – dispettoso – mi disarciona catapultandomi in mare quando mi sente troppo incerto.

Evangelista sul “tappeto volante”

Visti i risultati assolutamente inattesi – perché nel windsurf ci vogliono anni per imparare a planare – anche Serena e la piccola Maja hanno preso coraggio. Probabilmente avranno pensato: se c’è riuscito quel vecchio rimbambito del papà, ce la possiamo fare anche noi. Ma non lo ammeteranno mai.

Si sono approcciate anche loro al nuovo sport, sempre prendendo Matteo come istruttore. Entrambe le donne di famiglia hanno imparato i primi rudimenti della nuova disciplina, hanno fatto le prime catapulte in mare e cercheranno, uscita dopo uscita, di domare “Tappeto”, sul quale auguro loro di sorvolare il nostro mare.

Maja alle prime armi

Oltretutto, non per vantarmi, ma anni fa io e un pazzo bolognese avevamo ideato qualcosa di simile al wing. Tanto nessuno mi crederà, ma la racconto lo stesso.

Ai tempi andavamo in vacanza sull’isola di Lefkada, in Grecia ma sul versante ionico. Là ci trovavamo per fare windsurf con un gruppo di amici, tra cui Michele, un windsurfista bolognese simpaticissimo e – non me ne voglia – un po’ matto (ma sono certo che di questa etichetta sarà orgoglioso). La mattina all’alba eravamo soliti – io e Michele – andare a fare dei bei giri in sup, con l’obiettivo duplice di vedere i delfini (al mattino presto una famiglia di delfini frequentava la nostra baia) e sorseggiarci un caffè greco nel chiringuito di una cala raggiungibile via mare. Una mattina in sup, chiacchierando, ci siamo domandati: ma perché non sfruttare col sup la brezza del mare per andare più spediti e durare meno fatica con la pagaia? Lui ipotizza una vela, ma sul sup dove piantarla? Io replico che possiamo fare noi – col nostro corpo – da albero, “indossando” una vela a mò di pipistrelli. E muovendoci potremmo anche indirizzare la forza del vento. Certo, serviva una pinna molto lunga … per cui avevamo ipotizzato un sup con le vecchie derive (ai tempi il foil non esisteva!). Geniale! Tornati in spiaggia raccontiamo la nostra idea agli amici, che ci hanno preso per il c… per tutta la vacanza. Il progetto è dunque morto prima ancora di poter essere sperimentato e perfezionato.

Ora ditemi voi se il wing-foil non assomiglia al nostro prototipo!

Il mio prototipo…
Il wing

Insomma, questo sport era nel mio destino.

I mulini di Paros e … Robinson Crusoe

Naxos e Paros non le amo solo per gli sport d’acqua. Sono isole affascinanti per la loro storia, le bellezze naturali, l’ospitalità e la gentilezza della loro gente e … meravigliosi paesi da esplorare in bicicletta. Meglio a mio avviso se con una gravel, così da poter variare i terreni in sicurezza e percorrere i tanti bellissimi sterrati che solcano queste due isole.

Per chi avesse intenzione di trascorrerci una vacanza propongo qui di seguito una breve guida dei percorsi di Paros (Naxos ve la descrivo il prossimo anno, perché prima di farlo devo sfidare la salita al Monte Zeus, più di mille metri sopra il mare).

Anzitutto, la logistica: non preoccupatevi se non avete una bicicletta vostra, perché sull’isola si noleggiano ottime mtb, gravel e anche bici da corsa. Non avete scuse, insomma.

Poi una seconda premessa di metodo: ogni percorso che descriverò ha un suo omologo a noi tutti noto. Vi spiego la ragione. In famiglia quando c’è da scoprire un nuovo percorso in bici mandano me in avanscoperta – come fossi una guida indiana – nel caso fosse troppo difficile, battuto da cani sciolti o a rischio di sperdersi … insomma anche in bici mi usano come cavia. E quando torno dal nuovo giro relaziono al resto della famiglia, descrivendo il tragitto e le sue caratteristiche. Per farmi capire, il modo più semplice mi è sembrato quello di assimilare i percorsi scoperti alle strade note alla famiglia: il Romito, via di Popogna, la Bolgherese, la strada di Santa Luce, la via dell’Orso, il drittone di Vada e così via.

Perciò in famiglia abbiamo attribuito ai percorsi ciclabili di Paros i nomi delle “nostre” strade. Come fece il famoso personaggio letterario uscito dalla penna di Daniel Dafoe – Robinson Crusoe – il quale, naufragato sulla sua Isola della Disperazione, tentò sùbito di ricostruire per quanto gli era possibile la vita della sua campagna inglese: ciò che è noto e familiare ci fa meno paura.

L’isola di Paros è per lo più rotonda, sferzata in estate dal vento Meltemi che soffia da nord-est, giù dritto come un fuso. A fare il periplo dell’isola si percorrono circa 80 km, anche se dipende dalle strade che si scelgono. Tanto per prendere le misure.

Il nostro campo base è la sonnolenta baia di Molos, sulla costa est dell’isola, rimasta immune dal turismo di massa e frequentata da famiglie greche. Qui si nuota benissimo, perché due enormi colline coniche fanno da alfieri alla baia e la proteggono, mantenendo il mare sempre piatto.

La baia di Molos

Da Molos partono i nostri giri in bici, meglio – per ovvie ragioni climatiche – se al mattino presto o nel tardo pomeriggio.

Andiamo con ordine. Si parte da Molos verso nord, lungo costa per circa 10 km fino ad arrivare alla baia di Santa Maria. Il “romito” di Paros. Immaginatevi infatti di partire dai Tre Ponti e arrivare a Chioma – lungo il Romito – ma tutto su sterrato.

Ampelas

La strada presenta leggeri sali-scendi mai esasperati, con una sola eccezione.  Arrivati al paesino di Ambelas la strada sterrata si interrompe e finisce in spiaggia; ci sono quindi due alternative: o scendere dalla bici a mo’ di ciclocrossista, bici in spalla e si attraversa il breve tratto di arenile fino a riprendere il percorso; oppure si va all’interno e si affronta una breve salita tipo Pordoi (la nostra salita delle Pianacce). Dipende come ci si sente e cosa vi va da mangiare. Cosa c’entra il cibo? Semplice, alla fine del Pordoi come premio vi attende un albero di fichi, sempre ricco di frutti. Ma anche sull’arenile c’è un bel bar con vista mare. Scegliete. I fichi sono gratis.

L’arrivo alla baia di Santa Maria vi ripaga di ogni sforzo. Non ve la descrivo, ve la faccio vedere.

A Santa Maria si può decidere se tornare a Molos per la strada interna, tutta dritta e asfaltata: il drittone di Vada, tanto per capirci (quando ho fretta di tornare prendo quello), altrimenti si prosegue dritti in direzione Naoussa – un paesino tutto bianco in perfetto stile cicladico – che è piacevole attraversare in bici solo al mattino, perché la sera è invaso da turisti.

Poi si prosegue per la grande baia di Kolimbitres, dove si possono visitare i resti archeologici di una necropoli micenea, oppure semplicemente fare il bagno nelle sue acque cristalline. Sconsiglio di tentare la visita ai resti archeologici in bici, perché dopo le prime “pettate” la strada diventa impraticabile e tocca andare a piedi.

In alternativa alla necropoli, una volta visitata la baia di Kolimbitres, suggerisco due soluzioni alternative: la prima prevede di inforcare un bello sterrato sulla sinistra che – oltrepassando alcune colline – vi riporta sulla strada di ritorno per Molos (si tratta in sostanza di una valida alternativa al drittone asfaltato già descritto). La seconda soluzione è prendere il divertente sterrato che unisce Kolimbitres a Kamares: una strada bianca veloce. Questa strada prosegue poi dopo Kamares – diventando asfaltata – fino alla capitale Parikia.

Kolimbitres

Se poi siete ben allenati, potete tentare di arrivare a Parikia passando per le pale eoliche. L’ho battezzata la via di Santa Luce, perché come da noi la strada può passare davanti alle pale (in asfalto, come per Pastina e Pomaia) oppure fare il giro dietro (come da Chianni, tanto per capirci). Ma il giro dietro è tosto: strada sterrata con strappi in salita da fuori-soglia.

La capitale Parikia è bellissima ma affollata, anche perché ci sbarcano i traghetti: suggerisco di attraversarla passando dal lungomare – in parte pedonale – per poi ricongiungersi alla strada principale.

Usciti da Parikia ci sono almeno due alternative: proseguire sulla strada principale che va verso Punda e il sud (avrete già percorso metà dell’isola) oppure salire alla valle delle farfalle (Butterfly Valley). La seconda scelta è la mia preferita. Anche perché la salita per la valle delle farfalle – che poi in verità arriva a un meraviglioso Monastero ortodosso – assomiglia alla nostra Panoramica, che non a caso arriva al Santuario della Madonna delle Grazie. E così l’ho chiamata: la Panoramica di Paros. Anche la vista non è male.

Il Monastero in cima alla “Panoramica”

Dal Monastero si scende in picchiata (controllare bene i freni se usate bici a noleggio) verso Punda, dove si possono fare due cose: o ci si imbarca per visitare l’isola di Antiparos oppure si fa windsurf, kite o wing-foil. Io faccio tutti e tre. Ad Antiparos siamo andati nei pochi giorni in cui Eolo si è preso una giornata di relax. Per fortuna è un Dio stacanovista e succede raramente. Comunque – scherzi a parte – la visita all’isola di Antiparos vale la pena.

Panorama sulla spiaggia di Pounda e l’Isola di Antiparos

Da Punda in bici si scende verso sud e si possono raggiungere le meravigliose spiagge della parte meridionale, riparate dai venti. Anche in questo caso si può decidere di percorrere le vie principali asfaltate, che presentano delle salite niente male. In alternativa, dal paesino di Aliki, si può percorrere un sentiero sterrato che sale dapprima a un monastero e poi scende sul versante meridionale attraversando la località di Aspro Chorio. Se scegliete questo secondo percorso portatevi tanta acqua perché non troverete nulla, solo greggi di pecore.

La parte sud dell’isola è quella meno ventosa, quindi noi “fissati” di surf non ci andiamo quasi mai, se non per qualche bella nuotata. Il mare è piatto e trasparente. Ma le spiagge sono decisamente meno ventilate di quelle esposte al meltemi.         

Superata la località di Dryos si arriva nelle famosissime – per gli appassionati di windsurf – baie di Golden Beach e New Golden Beach (il nome greco in verità sarebbe Néa Chrisi Akti). Nomen omen: le spiagge sono dorate. Qui si sono svolte per tanti anni le competizioni di windsurf più importanti a livello mondiale, perché il vento è garantito. Anche quando il vento meltemi non entra, comunque soffia un vento termico che nella parte centrale della giornata garantisce 2-3 ore di windsurf.

Si naviga mure a sinistra verso l’isoletta disabitata davanti e lo scenario è meraviglioso. Oltre si vede l’isola di Naxos. Se non si è bravi col windsurf, meglio scegliere uno spot diverso, perché il rischio è di finire in Africa (il vento e la corrente spingono al largo).

Serena a Golden Beach

Tornando alla nostra bicicletta, da Golden Beach si può finalmente far rientro nella baia di Molos completando il giro dell’isola. Per questi ultimi 10 km circa ci sono moltissime alternative. Partiamo dalla più semplice. Si prosegue sulla strada principale, attraversando i paesini bianco-azzurri di Marpissa e Marmara, per arrivare a Molos. Quasi tutto asfalto e un po’ di sterrato finale. Altrimenti, decisamente più suggestivo prendere quella che Serena ha battezzato la “Bolgherese”: una strada “mangia e bevi” che da New Golden Beach passa per i paesini interni e sbuca tra sterrati a Marpissa, per poi arrivare a Molos.

O ancora, si prende la “Bolgherese” di Paros ma poi si allunga per salire fino al paesino di Lefkes, noto per i suoi mulini, illuminati la notte, come la sua cattedrale. Da Lefkes si può scendere via Kostos a Molos.

Ultima alternativa, quella più simpatica e preferita da mia figlia Maja: la strada dei 5 comuni (perchè mi ricorda la nostra “strada provinciale dei tre comuni”). Si parte sempre da New Golden Beach prendendo la “Bolgherese”, poi si passa nel cuore dei 5 paesini che si incontrano, perché con la Gravel o la Mtb si riesce facilmente a superare i pavè e gli scalini di Lefkes, Kostos, Prodromos, Marpissa e Marmara. Magari passando in mezzo ai vicoli fate attenzione alle vecchiette che escono all’improvviso dai portoni colorati di azzurro, che tutto si aspettano tranne di essere investite davanti casa da un deficiente in sella a una gravel, bardato di casco, occhiali da sole e body attillato della Livorno Triathlon.  

Se poi avete ancora un po’ di tempo, tra il paesino di Marmara e la baia di Molos ci sono moltissimi campi coltivati e altrettante stradine che li separano: un vero e proprio labirinto. Sono per lo più strade bianche, molto ben battute e divertenti da fare con la gravel. Anche se ci si perde, si può navigare a vista perché – come dicevo – la baia di Molos è protetta da due montagne che sono un riferimento sempre visibile. Se ci si vuol divertire con la mtb o la gravel, non è male percorrere queste stradine. E per i “maniaci” delle ripetute, nel bel mezzo dei campi c’è una strada asfaltata dritta e in pianura di circa 2 km, che Serena ha denominato gli “Acciaioli” di Paros. Questa volta Livorno non c’entra, perché la somiglianza è con la strada – che si chiama appunto “Acciaioli” – che va dal Lido delle Nazioni al Lido di Volano. Ma voi triathleti la conoscete per averci gareggiato.

Da ultimo, l’interno. Vi ho finora descritto il giro “periferico” dell’isola, in senso antiorario. Che ovviamente si può anche decidere di fare al contrario. Ma anche le strade interne non sono affatto male. Anzi. L’isola ha una arteria principale che va da Parikia (est) a Molos (ovest) molto suggestiva, perché sale nella parte centrale e consente una vista a 360 gradi meravigliosa. 

Dal centro dell’isola si possono affrontare due belle sfide, ciclisticamente parlando. Una è quella di salire alle antenne, il punto più alto dell’isola. Se avete una mtb si può fare, perché servono i rapporti giusti. E’ una salita ripida che non molla mai: la Voltina di Paros. Da lassù ho potuto apprezzare il volo di due falchi che cacciavano, ma visti da sopra. Cioè stavano sorvolando la montagna in cerca di prede, ma sotto di me.

La seconda sfida è invece una discesa. Nel punto più alto dell’arteria principale che taglia l’isola c’è una chiesetta. Affianco parte una strada sterrata bianca che scende fino a Naoussa, sempre in discesa e con tratti tecnici. L’aspetto più affascinante di questo percorso è il paesaggio semidesertico, che non nasconde mai la vostra strada, consentendovi di ammirare in ogni momento il serpentone bianco che si snoda davanti a voi fino al mare.

La strada bianca per Naoussa

Per rimanere ancorati al titolo della nostra rubrica, si potrebbe concludere: Not Only Surf a Paros.

Ma siccome dopo tutto questo sport viene fame, qualche consiglio di cucina tipica cicladica oltre ai classici piatti tradizionali greci: skordalia (crema d’aglio e patate), fava (crema di ceci con cipolle caramellate e capperi), ceci cotti al forno nel vino, gouna (pesce azzurro essiccato e speziato) e Galaktobureko – come dolce – per finire in bellezza.

Benvenuto Filippo!

È con immenso piacere che annunciamo la nascita del piccolo Filippo, figlio della nostra triathleta Elisa Petracchi e di suo marito Michele, nonché nipote di Massimo, anche lui triathleta!

Elisa stabilisce anche un piccolo “record” nella Livorno Triathon: per noi infatti è la prima atleta “in attività” a dare alla luce un figlio!

Auguri da parte di tutti per questo lieto evento, appettiamo presto Filippo in vasca con noi (e ringraziamo nonno Massimo per la colazione)!

Risultanti del Test di nuoto del 27/28 ottobre 2023

Questo test ci permette di valutare l’efficienza di nuotata e la consapevolezza delle andature:

  • il primo lo valutiamo con il punteggio swolf, minore sarà il punteggio e maggiore è la nostra efficienza di nuotata;
  • il secondo è importante sia per la gara che per l’allenamento, infatti essere in grado di saper nuotare una determinata distanza in un determinato tempo ci permette di rendere allenante lo stimolo (soglia, Vo2max…) proposto nell’esercizio.

Qui di seguito vi riporto, in ordine alfabetico, i risultati che potrete consultare sia in tabella che in forma grafica. Nella tabella ho evidenziato, colorando la casella di rosso, la differenza tra il tempo obiettivo e il tempo ottenuto che si discosta eccessivamente dal tempo obiettivo (+/- 1”); mentre nel grafico ho riportato i tempi ottenuti con una linea azzurra e i tempi obiettivo con una linea rossa. 

In fondo ho riportato uno schema che indica i tempi ipotetici, in base al risultato del test, che dovrebbero essere tenuti nelle differenti esercitazioni. Vi chiedo di memorizzarli in modo da verificarli in vasca.

Il numero delle bracciate dovrebbe diminuire al calare della velocità,  pertanto il grafico dovrebbe avere una curva di questo tipo (vedi grafico sotto).